Mosca

Bolshoi

Teatro Bolshoi a MoscaPer decenni il Bolshoi, il celebre teatro di Mosca, è stato l’orgoglio di zar e leader sovietici. Dopo il crollo del comunismo, l’indebolimento economico della Russia ha fatto pensare che anche il Bolshoi stesse perdendo valore e visibilità, e che ormai vivesse soltanto della memoria della sua gloria passata. Ma oggi questo teatro ottocentesco, ricco e imponente ha riacquistato vigore e ospita di nuovo una delle compagnie di opera e balletto più importanti del mondo. Nonostante la tradizione vanti sempre un posto d’onore nelle rassegne in programma (il repertorio prevede prevalentemente classici russi), sembra che il Bolshoi abbia fatto il suo ingresso nel XXI secolo sospinto da un’ondata di spirito innovativo. Non tutte le rappresentazioni hanno il tutto esaurito, ma ciò non significa che i biglietti siano sempre facili da trovare. Quello che viene chiamato il Bolshoi (cioè “grande”) venne ricostruito da Osip Bove dopo l’incendio del 1812 e inaugurato nel 1825 con la rappresentazione del balletto “Cenerentola”. Il termine “grande” rappresenta un giudizio di valore in un paese in cui l’opera e il balletto sono considerati le arti sceniche più prestigiose, molto più del dramma, relegato in piccoli teatri. In quegli anni il Bolshoi fu diretto da Kokoskin e dal compositore Verstovskij. Mozart e Donizetti facevano parte del repertorio. Nel 1853 il teatro andò a fuoco nuovamente e solo le mura esterne resistettero al disastro. Venne allora chiamato Albert Kavos, architetto del teatro Mariinskij di San Pietroburgo, che conservando la struttura progettò il nuovo Bolshoi, con la sala da più di 2000 posti che possiamo vedere ancora oggi. Da allora, la storia registra gloria e fama continue per questo teatro. Nel 1863 Richard Wagner venne a dirigere un ciclo di concerti. I principali musicisti russi presentavano e presentano qui le loro opere: Cajkovskij fece debuttare “Mazeppa”, Rachmaninov, “Aleko” e “Francesca da Rimini”. Il Lago dei Cigni è uno dei balletti cardine del repertorio. L’inizio del XX secolo corrisponse all’età dell’oro del canto russo, con Fiodor Saljapin, Léonid Sobinov per citarne due. Contrariamente ad ogni aspettativa, il prestigio del teatro sopravvisse all’età bolscevica, con poche distrazioni disponibili e biglietti per assistere alle opere a poco prezzo, la popolarità aumentò ancora di più. Sostakovic e Prokopev scelserò il Bolshoi per le loro prime e qui debuttò anche il balletto “Spartacus” di Chacaturian. Anche le tournée all’estero accrebbero la fama della compagnia, nella quale emerse anche Rudolf Nureev, uno dei più grandi ballerini classici di tutti i tempi.. Il  prestigio del teatro prosegue ancora oggi e la critica segue sempre da vicino i debutti che hanno luogo qui, un luogo che oggi conta circa 900 artisti e raccoglie sempre il tutto esaurito.

Il teatro ebbe un ruolo anche negli eventi politici. Nel luglio del 1918 vi si svolse il V Congresso del Partito Comunista, durante il quale i socialisti rivoluzionari che si erano opposti a Lenin, furono arrestati proprio durante lo svolgimento della riunione. Nella grande sala del Bolshoi fu proclamata nel 1922 la nascita dell’URSS. Pochi giorni più tardi il teatro, chiuso dallo scoppio della rivoluzione, riprese le sue funzioni originali.

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