Arte Cultura in Russia

Icone russe

Icona russaL’arte dell’icona fa la sua comparsa in Russia con il cristianesimo, nel 988. Le prime icone sono portate da Bisanzio, città che all’epoca ebbe una forte influenza culturale e politica sul territorio russo, a Kiev. L’imperatore Jaroslavl Il Saggio fece venire artisti bizantini per formare i suoi sudditi sulle tecniche di pittura delle icone, dell’affresco e del mosaico. Nel giro di poco tempo andò creandosi una vera e propria scuola delle icone, che raggiunse il massimo splendore nel XV secolo.

Le icone illustrano delle vere e proprie narrazioni, mescolano personaggi reali e accadimenti contemporanei ad interventi divini. Iniziano a diffondersi le opere dedicate alle vite dei santi, che occupano posizione centrale di maggior rilievo, circondati da immagini più piccole che costituiscono una vera e propria biografia illustrata. I primi pittori sono monaci che a seguito di guerre e invasioni migrano con la popolazione nel territorio. I pezzi più complessi sono create da più di un artista, formando una sorta di laboratorio (artel), in cui però solo il maestro dipinge volti e mani. Le scuole russe si moltiplicano e prendono il nome dalle città in cui sorgono (Kiev, Mosca, Vladimir, etc), ognuna con un proprio stile, in base all’ambiente, alla ricchezza dei monasteri, dei disegni e dei colori, ma tutte secondo i canoni bizantini, riguardo alle tecniche di esecuzione, alla tipologia dei soggetti e delle composizioni.

Le prime icone ancora oggi ben conservate, sono di grande bellezza artistica, tra queste si cita in particolare la celebre “Vergine di Vladimir”, detta anche Theotokos di Vladimir, esposta nella foto affianco. Nel momento di massimo splendore dell’arte dell’icona (XV e XVI secolo), la scuola più prestigiosa era quella di Mosca: vi lavoravano tre artisti particolarmente dotati, Teofane il Greco, Andrej Rubliov e Dionisij. Nel XVII secolo, l’arte delle icone inizia a subire l’influenza del mondo occidentale: i pittori iniziano a firmare le icone e le scuole locali iniziano il loro declino.

Viene introdotta la tecnica del chiaroscuro, con volti che esprimono sentimenti; si inizia ad adottare la nozione di volume, con sfondi paesaggistici o architettonici. L’icona diventa un dipinto religioso e viene ricoperta con metalli preziosi, lasciando apparire solo il volto e le mani. Questo processo continua fino al 1917. Nonostante quest’ultima sia l’epoca della distruzione di massa delle icone, i restauratori le riportano alla loro bellezza originaria, liberandole da strati di pittura, smalti e rivestimenti, che vengono esposti a parte, come opere d’arte in se stesse. Oggi non vi sono più scuole d’icone, ma la tecnica è stata comunque trasmessa e si esprime con nuove realizzazioni artistiche.

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